Monastero di Taxiarches di Mantamados

Il monastero di Taxiarches (Santi Arcangeli), che è situato nella parte nord-est di Lesbo, nell’area di Lesbados, è uno fra i più importanti di tutta l’isola e si trova menzionato per la prima in un documento ecclesiastico del 1661. Venne edificato durante il periodo dell’Impero Bizantino e fu probabilmente abbandonato durante l’invasione turca di Lesbo del 1462. Le celle, che proteggono il monastero come fossero piccole fortezze, sono di forma rettangolare e si trovano a metà strada tra la chiesa e il verdeggiante cortile interno, abbellito da fontane e sentieri lastricati. Nel XVII secolo fu costruita una piccola chiesa, che venne poi sostituita nel XVIII secolo da un’altra di maggiori dimensioni; così come la basilica a tre navate rimpiazzò, nel 1879, un edificio precedente.
 
Il suo interno è decorato da una grande quantità di icone, inclusa quella lavorata in rilevo e risalente al 1766, che rappresenta l’Arcangelo Taxiarch e occupa una posizione privilegiata davanti all’iconostasi. Secondo la tradizione, l’icona venne creata da un misto di argilla e sangue dei monaci che vivevano nel monastero e vennero massacrati dai pirati saraceni: l’unico sopravvissuto produsse l’icona in onore dell’Arcangelo Taxiarches, rappresentato, secondo lo stile bizantino classico, con un’espressione austera e ali dorate, nell’atto di brandire una spada. Il monastero contiene al suo interno anche i paramenti pontificali del Patriarca Ecumenico Gregorio V, impiccato dagli Ottomani nel 1822 a causa della rivolta greca contro l’Impero. La festa del patrono si celebra nella Domenica delle Portarici di Mirra, durante la quale si assolvono funzioni religiose ed eventi di tradizione secolare, che culminano con il sacrificio di un vitello, la cui carne viene cotta con del frumento (piatto tradizionale chiamato “kiskek”) e servita ai fedeli.