Asclepieion

Asclepieion (Asklepion, Asklepieion), che si trova a 4 km a nord-ovest della città di Kos, in un bosco di cipressi e pini, è il sito archeologico più importante dell’isola e il più conosciuto fra i 300 Asclepieia di tutta l’Antica Grecia. Il tempio di Asclepieion, che si erge su una collina da cui si gode di una meravigliosa vista sulla costa turca, fu costruito nel luogo in cui sorgeva il santuario di Apollo Ciparisso. Gli scavi effettuati hanno provato l’esistenza di insediamenti umani fin dall’epoca minoica. Il tempio fu costruito nel IV secolo a.C., quando il culto di Asclepio venne diffuso a Kos; durante il II secolo a.C. venne allargato a causa dei nuovi fedeli che vi si recavano per la sua fama, dovuta soprattutto alla scuola di medicina fondata da Ippocrate nel V secolo a.C. Qui i riti religiosi erano ufficiati dai sacerdoti del dio Asclepio, chiamati Asclepiadi, che facevano anche da medici ai fedeli, impegnati a pregare e a seguire nel contempo diversi tipi di cure.

Il sito archeologico di Asclepieion consiste in tre livelli; per accedere al tempio bisogna passare per il propylaia (il livello più basso), che conduce ad peristilio, a tre sezioni in stile dorico, dove si trovavano gli alloggi per i pellegrini. A sinistra del propylaia, nella parte orientale del tempio, ci sono le rovine dei bagni romani (thermae), che risalgono al III secolo d.C. e presentano ancora tracce di affreschi e mosaici. Attraversando il peristilio si giunge al primo piano, dove probabilmente si radunavano i fedeli durante le celebrazioni in onore di Asclepio, ossia i Grandi Asclepieia, che si tenevano una volta ogni quattro anni. Più avanti si trova la parete frontale del secondo livello, decorato da nicchie per statue, fontane e lavabi. Sul lato destro delle scale c’è un piccolo altare con la base inscritta, che serviva da piedistallo per la statua di Gaio Stertinius Xenophon, il medico personale degli imperatori romani Tiberio, Claudio e Nerone. L’altare di Asclepio, la parte più antica del tempio, risale alla prima metà del IV secolo d.C. e presentava probabilmente sculture decorative, opera di Praxiteles. A destra dell’altare c’è il tempio di Asclepio (Tempio B), un distilo ionico in antis (portico a due colonne). La base della statua di culto è giunta fino a noi ed è inoltre possibile osservare un’apertura nel pavimento della navata centrale, utilizzata probabilmente per porre al sicuro denaro ed oggetti sacri. La cosiddetta “casa dei preti” si trova invece dietro al tempio e risale al III secolo a.C., ma fu danneggiata in seguito al terremoto del 142 d.C. e ricostruita in seguito. A sinistra dell’altare c’è il tempio romano di ordine corinzio del II secolo d.C., in parte ristrutturato più tardi dagli Italiani e dedicato ad Apollo, il padre di Asclepio. Alla sua sinistra ci sono le rovine di un edificio che aveva probabilmente fini comunitari; dietro al tempio, invece, si trova un podio semicircolare per le statue. Sul retro dell’altare c’è una scala che conduce al terzo e ultimo livello, inizialmente circondato da un peristilio con colonne in legno, che fu sostituito nel II secolo a.C. da un esemplare più pregiato in stile dorico. Alle spalle del peristilio si trovavano gli alloggi, costruiti in epoca romana, per i pazienti che si recavano qui. Il grande tempio periptero dorico di Asclepio, costruito nel II secolo a.C., si trova al centro del terzo livello; purtroppo i Cavalieri di San Giovanni rimossero molte sue parti per la costruzione di altri edifici, lasciandolo così in uno stato di totale abbandono.